Disabili maltrattati - Associazione Santa Monica ONLUS

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Disabili maltrattati



MONCALIERI

«Ci hanno messo in un angolo a sinistra del palco e già i ragazzi in carrozzina dovevano essere sistemati davanti agli artisti, più centralmente. Eravamo pressati come sardine, alcuni facevano fatica anche a vedere lo spettacolo. Nell’area riservata a noi continuava a entrare gente che non c’entrava nulla e che veniva salutata con confidenza dai vigilantes, evidentemente erano i soliti raccomandati. Poi, quando ci siamo lamentati è arrivata quella frase, proferita da uno della sicurezza: “Ma guarda tu ‘sti handicappati di merda!” Non ci ho visto più. Per noi è stata davvero una serata disastrosa».

SERATA INCUBO

Raffaele De Santis, 54 anni, presidente e fondatore dell’associazione disabili Santa Monica Onlus, con sede a Moretta nel Cuneese, è amaro nel raccontare la sua verità su quanto avvenuto l’altoieri sera, al centro di intrattenimento 45° Nord in cui si teneva il concerto di Fedez e J-Ax. Una serata difficile per i 50 ragazzi con disabilità (paraplegici, affetti da distrofia muscolare o da sindrome di down) che avevano chiesto e ottenuto il permesso per guardare i loro beniamini da vicino. Un sogno cullato lungo tutta l’estate per il quale si erano prenotati grazie al servizio messo in piedi anche dall’amministrazione comunale.

INTERVIENE L’ARMA

«Non c’è stata professionalità – scrive nel suo atto d’accusa De Santis – e solo grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri, di un maggiore e di un maresciallo, siamo riusciti a salvare un pezzettino di serata. Sono loro che hanno ordinato di aprire le transenne e spostare i ragazzi al centro sotto il palco perché lì nemmeno si respirava e c’erano giovani con la flebo. Se non si intuiscono rischi di questo tipo allora qualcosa non funziona. E non ha funzionato».

LE SPIEGAZIONI

È davvero andata cosi? Secondo la società Reverse, che da anni mette in moto e costruisce la macchina organizzativa di grandi eventi a Moncalieri (c’erano 20 mila spettatori e il concerto era gratuito), le cose non stanno esattamente in questo modo. «Il problema del sovraffollamento nell’area per disabili, che era ben protetta, segnalata e accessibile, è stato causato dalla presenza dei 5-6 accompagnatori per ogni disabile. Avevamo scritto che soltanto uno poteva accompagnare i ragazzi. Non è andata cosi. E ci dispiace ma appena abbiamo appreso delle lamentele abbiamo chiesto noi ai carabinieri di aiutarci. Ci sembrava tutto risolto».
Riguardo alla frase choc: «Non possiamo che chiedere scusa, siamo mortificati anche noi». Stasera, sempre al 45° Nord, ci sarà la prova del fuoco: è in arrivo un altro big della musica italiana, Antonello Venditti. E ci sono già una quindicina di prenotazioni per i ragazzi con disabilità motorie e psichiche: «Stiamo predisponendo un’area ancora più grande», dicono da Reverse.


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