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L’Asl “perde” la pratica, disabile senza carrozzina


Genova - C’è una bandiera della Sampdoria sopra il letto di Simone Zito, nella sua casa di Arenzano. Cimeli blucerchiati, una tv per poter seguire le partite, un lettore per dvd e cd musicali (Simone va pazzo per Vasco Rossi, Eros Ramazzotti e la giovane promessa Bianca Atzei), e il letto del padre Mario di fianco. Perché Simone, 35 anni, non è autonomo, e non può dormire da solo.

Quella di Simone è la storia di un calvario che dura da 17 anni, e che ha portato la sua famiglia a peregrinare dal Piemonte alla Liguria, passando per Stati Uniti, Svizzera, Germania e Austria. Ma tra interventi chirurgici, riabilitazione, viaggi all’estero, attrezzature specializzate e un’automobile ormai quasi ferma, la famiglia di Simone rischia di non riuscire più ad affrontare le spese.

L’incubo della famiglia Zito ha inizio nel 1996, quando Simone – allora 19 anni – venne coinvolto in un grave incidente stradale sulla strada che lo avrebbe riportato nella sua casa di Bistagno, nell’Alessandrino. La diagnosi fu pesante come un macigno: sindrome apallica, ovvero stato vegetativo derivato dal grave trauma cranico riportato dal ragazzo. Dopo due anni in ospedale la dimissione, ma secondo i medici Simone ha bisogno di un costante trattamento di riabilitazione.

E qui è partita l’odissea: dopo alcuni dissidi con la Asl di Acqui Terme, la famiglia Zito si trasferisce in Liguria passando sotto la competenza della Asl 3 Genovese, che attualmente contribuisce alle spese dei cicli di riabilitazione che Simone deve affrontare in una clinica specializzata in Svizzera.

A questo, si aggiunge anche la preoccupazione per una sedia a rotelle speciale consigliata dai medici svizzeri dal 2011, per combattere contro la tetraspasticità e i crampi addominali. Il tutto per una cifra intorno ai 28mila euro. «Ho scritto una lettera alla Asl nell’ottobre 2012 – racconta Mario Zito – per sapere se l’ente può affrontare la spesa di questa carrozzina. Mi hanno risposto dicendo che si riservavano di valutare la questione dopo il ricovero di Simone, terminato quello stesso inverno, e che il Centro Regionale di Riferimento mi avrebbe contattato direttamente. Ciò però non è mai avvenuto e io non posso certo accollarmi questa spesa».

Raggiunto dal Secolo XIX, l’ufficio stampa della Asl 3 ha fatto sapere che – a causa di un problema di comunicazione interna – la domanda di Zito era stata inoltrata alla sede del distretto anziché alla sede centrale: «Ci scusiamo per non aver sollecitato il Centro Regionale di Riferimento, che nei prossimi giorni contatterà il signor Zito per aiutarlo, nei limiti di questa situazione di crisi e tagli, davvero difficile per tutti».

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